Lo storico legame tra il Marmo e Verona

libricino antico marmo veronaDA UNA PUBBLICAZIONE DELL’ANNO 1900 IN POSSESSO DELL’AZIENDA

Marmo e Verona è un binomio che rappresenta secoli e addirittura millenni di storia. Parliamo di marmo perché per i marmisti, “marmo” è sostanzialmente qualunque pietra calcarea che possa essere lucidata.

Più precisini i geologi che chiamano marmo esclusivamente un calcare che abbia subito qualche tipo di trasformazione fisico-chimica, una metamorfosi, come un forte riscaldamento o una forte pressione come è accaduto, per esempio al Bianco Carrara. Non avendo subito queste trasformazioni, il Rosso Ammonitico non è un marmo però … Dire Marmo e Verona è dire principalmente Rosso Verona la pietra che, storicamente, caratterizza molti monumenti dall’antichità ai giorni nostri.

Si pensi che in queste zone gli uomini preistorici già cinquemila anni fa scolpivano piccole statue in pietra probabilmente per corredi funerari come testimoniano i ritrovamenti sui Monti Lessini e sul monte Baldo trentino. La tradizionale lavorazione della pietra arriva quindi da molto lontano, passa attraverso la costruzione dell’Arena di Verona, delle numerose e bellissime chiese e dei monumenti della città fino ai nostri giorni.

Parliamo di lavorazione della pietra ma ormai da lungo tempo a Verona si lavorano marmi, pietre e graniti provenienti da tutto il mondo.

  • Arche Scaligere
  • Basilica di San Zeno
  • Chiostro del Duomo di Verona

Nel tempo l'abilità dell’uomo preistorico che scolpiva figure antropomorfe con pochi, poveri strumenti è divenuta capacità altamente tecnologica.

C’è un filo che unisce in un mix la genesi geologica di queste montagne, millenni di tradizione e le innovazioni più recenti, rosso come il colore predominante della pietra veronese. Infatti, che si tratti del famoso Rosso Verona, o che si tratti della pietra della Lessinia, sono le tonalità dal rosa chiaro al rosso a predominare, anche se con il tempo tendono a sbiadire e farsi più chiare.

L’industria lapidea ha strutturato nel tempo uno dei pilastri dell’economia veronese e si articola fondamentalmente in tre zone principali, concentrate attorno alle zone di estrazione della pietra. Le tre zone sono quelle di Caprino-Valpolicella, la zona di Prun (Lessinia) e la zona della Valpantena accumunate dalla stessa formazione geologica di base. 

La genesi del Marmo Rosso di Verona

Milioni di anni fa (130, grosso modo, anno più anno meno) qui c’era un mare con fondali profondi, caratterizzati da un fondo melmoso in cui si depositavano e si sgretolavano ammoniti, conchiglie ed altri animali, mentre il moto ondoso dal mare contrinuiva a depositare e accumulare carbonati di calcio che si assemblavano in noduli più o meno grossi. Le alghe incrostanti invece svolgevano il compito di trattenere altri sedimenti dando origine a ulteriori noduli che, per la presenza di ferro e manganese si coloravano di rosso come rosse erano anche le argille che si depositavano tra uno strato e l’altro.

I movimenti della crosta terrestre e le immani vicende geologiche hanno indurito e spinto verso l’alto questi fondali marini divenuti, nel corso di circa 25 milioni di anni, montagne rocciose.

Le cave di Marmo nel Veronese

tetto in pietra della lessiniaNon vogliamo tediarvi con eccessivi tecnicismi ma le cave si trovano fra i 300 e i 1000 metri di quota. Quelle poste più in alto sono di Pietra della Lessinia (geologicamente è anche il materiale più giovane) che viene cavata non in blocchi ma in lastroni di spessore variabile. La pietra della Lessinia è detta anche di Prun dal nome di uno dei primi centri di estrazione. Attualmente le cave migliori si trovano sul monte Loffa e questa è la zona dove la lavorazione artigianale è rimasta più in linea con il territorio. Le ditte della Lessinia lavorano quasi esclusivamente la pietra estratta in loco che, a seconda degli strati viene usata per tutti i campi dell’edilizia a partire dalle pavimentazioni fino ad arrivare ai tetti. La zona di Caprino-Valpolicella è quella forse più conosciuta da un punto di vista storico. Cave e laboratori esistevano già più di duemila anni fa.

L'arte e la pietra

La storia dell'estrazione di marmi pregiati nei nostri territori si svolge lungo il corso di più di 2000 anni, a partire dall'età romana, come stanno a testimoniare i vari monumenti di Verona come per esempio l’Arena.

Del marmo estratto a Sant'Ambrogio si serviranno nel tempo: il maestro Nicolò, Benedetto Antelami ed altri maestri del romanico, Jacopo della Quercia li utilizzò nei cantieri di San Petronio a Bologna. Il Veronese divenne così nel tempo un territorio a vocazione lapidea che offriva lavoro ai suoi abitanti come escavatori, scalpellini, artisti e valorizzato da un fiume, l’Adige, perfetto per esportare i marmi nelle città e regioni vicine.

Il Marmo e la Pietra nel mercato Veronese

Nell’800 la lavorazione della pietra diventa una realtà importante dell’economia veronese. A partire dalla seconda metà del ‘900 il settore lapideo veronese vide una notevole riduzione dell'attività estrattiva a favore di un crescente sviluppo dell'attività di lavorazione del marmo. Competenza e tecnologie hanno fatto sì che  la zona della Valpantena e quella della Valpolicella si siano enormemente evolute essendo ora in grado di  lavorare tagliare, lucidare e scolpire, marmi  pietre e graniti che arrivano da ogni dove e che vengono in gran parte esportati per andare ad abbellire costruzioni e grattacieli in tutto il mondo.

Non a caso le esportazioni di lavorati e semilavorati delle aziende scaligere rappresentano il 25-30 % di quelle nazionali . Questo è accaduto anche grazie ad una piccola fiera nata a Sant’Ambrogio di Valpolicella nel 1965 e diventata in pochi anni una delle più grandi Fiere del mondo. Stiamo parlando di Marmomacc che si svolge a fine settembre nel quartiere fieristico di Verona.

L’abilità lavorativa, la capacità di stare al passo con le tendenze più avanzate le si possono cogliere nella nuova sede dei nostri uffici  interamente rivestita da pareti ventilate in granito dove, anche all’interno è la pietra a farla da padrona.