Monteleone21: quando la pietra racconta il territorio

Ci sono luoghi che appartengono a un territorio non soltanto perché vi sorgono, ma perché sembrano nascere direttamente da esso. Monteleone21, nuova sede di Masi Agricola a Sant'Ambrogio di Valpolicella, è uno di questi.
È anche il luogo che abbiamo scelto per celebrare un momento particolarmente importante della nostra storia: i 60 anni di Marmi Rossi.
Una scelta che ci permette di ritrovare, in un contesto diverso dal nostro, qualcosa che conosciamo molto bene: la capacità della pietra naturale di raccontare un territorio.

Monteleone21

Una struttura che emerge dalla Valpolicella

Monteleone21 è stato progettato per instaurare un rapporto quanto più possibile diretto con il paesaggio che lo circonda. L'edificio è infatti per due terzi ipogeo: gran parte dei suoi volumi si sviluppa sotto il livello del terreno, mentre la copertura, rivestita di vegetazione e vigneti, prosegue idealmente il profilo delle colline della Valpolicella.
Più che sovrapporsi al paesaggio, la struttura sembra quindi emergere dalla terra.
È un principio che ritorna in tutta l'architettura del complesso. La composizione dell'edificio riprende alcuni degli elementi che da secoli caratterizzano questa zona: i filari, i terrazzamenti e soprattutto le marogne, i tradizionali muri in pietra a secco costruiti per sostenere i vigneti collinari e proteggerli dall'erosione.

Nembro: una pietra legata al luogo

A rendere ancora più evidente questo dialogo è il materiale scelto per le facciate: il Nembro rosato, una pietra naturale locale fra il rosa, il giallino e l’ocra appartenente alla tradizione lapidea veronese.
Il Nembro contribuisce così non solo all'aspetto dell'edificio, ma alla sua appartenenza al luogo. La composizione volumetrica e il rivestimento lapideo richiamano esplicitamente le linee dei muri a secco della Valpolicella, creando una continuità visiva tra l'architettura contemporanea e il paesaggio agricolo circostante.
La pietra cambia inoltre percezione insieme alla luce e alle condizioni esterne: le sue tonalità naturali dialogano con la terra, con il verde dei vigneti e con i colori delle colline, evitando una separazione netta tra ciò che è stato costruito e ciò che era già presente.

Monteleone21

La materia come identità

È forse questo uno degli aspetti che più ci affascinano del progetto.
In Monteleone21 la pietra non è stata scelta semplicemente per rivestire un edificio. Ha una funzione più profonda: contribuisce a spiegare da dove quell'edificio proviene.
Si parla di “materiali come sistema di valori”: cemento, acciaio, legno e pietra vengono impiegati secondo caratteristiche precise e in relazione alla funzione che devono svolgere. Alla pietra è affidato in particolare il rapporto diretto con l'esterno, grazie alla sua resistenza e alla sua capacità di costruire una continuità con il linguaggio del territorio.
Anche alcuni dettagli traducono questa idea in esperienza. L'ingresso, per esempio, è segnato da una porta di pietra priva di una maniglia visibile: aprendosi, introduce il visitatore al monumentale fruttaio di appassimento, alto 12 metri e profondo 30. È un passaggio quasi scenografico, nel quale la materia diventa una vera e propria soglia tra il paesaggio esterno e il cuore produttivo della struttura.

Una scelta speciale per i 60 anni di Marmi Rossi

Dal 1966, in Marmi Rossi lavoriamo ogni giorno con un materiale che arriva dalla terra e che, prima ancora di essere trasformato, porta con sé l'identità del luogo da cui proviene.
Per questo abbiamo voluto scegliere Monteleone21 per la cena dedicata al nostro 60° anniversario. Non soltanto una location nel territorio veronese, ma un luogo in cui la pietra naturale assume un significato che sentiamo particolarmente vicino: diventa memoria, continuità e materia attraverso cui costruire qualcosa di nuovo.
Un contesto che ci è sembrato particolarmente adatto per celebrare 60 anni di storia e, allo stesso tempo, guardare a quelli che verranno.

Monteleone21
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